Considerazioni sul “Permanent Portfolio”

Su suggerimento di un amico, Writer e grande giramondo, ho voluto approfondire la mia conoscenza di quel che nel mondo finanziario viene chiamato con il termine: “ Permanent portfolio” Se ne attribuisce la “ paternità” ad Harry Browne (1933 -2006), noto scrittore americano, attivo nella politica nazionale e consulente finanziario oltre che editore di molti best sellers. Browne teorizzò come “stabile e duraturo” (ovvero con crescita costante e senza gravi correzioni negli anni) un portafoglio modello che includesse quattro grandi “forze contrapposte”; le quali “contrapponendosi” nelle dinamiche dei mercati finanziari, fossero così in grado di aumentare intrinsecamente il valore complessivo del portafoglio stesso. Le quattro grandi forze contrapposte rappresentavano i quattro grandi stati dell’economia ovvero: Prosperità / Inflazione / Deflazione / Recessione.  Questi quattro grandi stati dell’economia reale vennero da Browne identificati da quattro grandi asset-class (insieme di strumenti finanziari raggruppati per tipologia) ovvero:

Prosperità = mercati azionari

Inflazione = Oro

Deflazione = obbligazioni a lunga scadenza

Recessione = obbligazioni a breve brevissima scadenza

Browne concettualizzò tale portafoglio, da buon Americano, avendo dalla sua il Mercato azionario più importante al mondo, e la valuta più influente al mondo ovvero il Dollaro Americano.

Egli pertanto suddividendo in quattro parti da 25% cadauno il modello identificò strumenti che potessero al meglio identificarsi in tali asset e quindi

Azionario = indice che raggruppasse le prime 3000 società azionarie americane

Obbligazioni 20y = indice dei titoli di stato americani a lunga scadenza

Cash = indice titoli di stato a breve scadenza (difesa potere di acquisto del denaro)

Oro = strumenti che replicassero l’andamento del prezzo del metallo giallo.

Anno

Total Market (ITOT)

Gold (IAU)

Lungo Tesoro (TLT)

Short Treasury (SHY)

PP con 
ST Tesoro

2017

21.23%

11.56%

8,92%

0,27%

10.36%

2016

12.59%

8.88%

1,36%

0,75%

5,90%

2015

0,96%

-11,71%

-1,65%

0,45%

-2,99%

2014

13.01%

-0.43%

27.35%

0,48%

10.10%

2013

32.67%

-27,94%

-13,91%

0,23%

-2,24%

2012

15.98%

8,37%

3,25%

0,31%

6,98%

2011

1,55%

5,66%

33.60%

1,43%

10.56%

2010

16.15%

27.94%

9,26%

2,22%

13.89%

2009

27.06%

23.46%

-21,53%

0,54%

7,38%

2008

-36,78%

5,45%

33.77%

6,64%

2,27%

2007

5,26%

30,95%

10.14%

7,30%

13.41%

2006

15.13%

22,33%

0,85%

3,84%

10.54%

 

La tabella riporta l’andamento di quattro titoli di una società emittente Etf replicanti gli asset previsti nel modello di Browne.

IL portafoglio ad oggi ha mostrato con semplice evidenza la propria “sostenibilità” nel tempo. Questo può essere un buon motivo per pianificare un piano di accumulo programmato e di lunga durata, finalizzato come lo stesso Browne sosteneva a “tutelare” il proprio tenore di vita quando si entra nell’età più fragile , ovvero l'età in cui non si è più in grado di produrre reddito. La combinazione degli asset così come previsti e la " periodicità di acquisto programmata" come ulteriore elemento di " stabilizzatore di volatilità" , infatti, potrebbero portare quei benefici attesi da molti risparmiatori ovvero serenità e controllo costante della percezione di rischio.

 

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