Si affaccia in Italia la Consulenza Finanziaria Autonoma.

Il termine “autonoma” non rende ma è stato un compromesso tra i big del settore e il legislatore,  per identificare chi nell’immediato futuro svolgerà la professione del consulente finanziario indipendente, ovvero pagato direttamente dal cliente a parcella , senza la possibilità di incassare benefici o commissioni dal sistema per i prodotti finanziari che acquista il cliente, differenziandoli da coloro che continueranno a svolgere la consulenza finanziaria su mandato d’agenzia per banche o assicurazioni ( ex-promotori) . A  seguito della pubblicazione del DECRETO LEGISLATIVO 3 agosto 2017, n. 129  in  attuazione della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,  si è dato avvio al percorso che porterà durante quest’anno 2018 ,l’Organismo Nazionale dei Consulenti O.C.F. a predisporre e pubblicare gli iscritti nella sezione dei consulenti finanziari autonomi ( persone fisiche) ed anche la sezione delle società di consulenza finanziaria autonoma (persone giuridiche). Con un ritardo decennale  rispetto al resto d’Europa , sulla riorganizzaizone del settore e l’inclusione di figure professionali ( i financial planner fee only, appunto ) ampiamente presenti in altri stati d’Europa. Ma tant’è ci siamo arrivati anche noi. Con buona pace del sistema bancario- assicurativo che , per dirla tutta , non subirà grandi perdite nel proprio sterminato portafoglio clienti se non in percentuale marginale e con una lenta progressività negli anni a venire. Dato  questo giustificato dal numero di coloro che accederanno a tale nuova “ libera professione “ , pochi ; vuoi per una oggettiva difficoltà gestionale (sempre pù costota) delle nuove e sempre più stringenti normative di compliance nella relazione con i clienti - consumatori , vuoi anche perchè il tema del pagamento diretto a parcella del professionista, in Italia ,trova ancor oggi sacche di renitenza, causa di retaggi culturali del passato, da parte del consumatore finale , che non ha ben chiaro e a fuoco , paradossalmente, il reale impatto dei costi sopportati quando acquista prodotti e strumenti finanziari. Il nuovo Professionista che opererà sul mercato dunque non è fonte di preoccupazione per il Sistema bancario – assicurativo , più forse preoccupato per le novità in tema di pubblicità dei costi e commissioni che la nuova MIFID II ha imposto sulle comunicazioni ai clienti a far data dal  corrente anno, ma certamente  può diventare una opportunità per un vastissima fascia di risparmiatori.  Un professionista non pagato da banche o assicurazioni  per “ proporre” strumenti finanziari, prodotti assicurativi o strutture finanziarie di vario genere, ma bensì,  in grado di poter analizzare l’intera offerta finanziaria e valutare in maniera critica e libera i migliori performer al miglior costo possibile per il proprio cliente ,da cui è pagato direttamente, per orientarne e seguirne gli  investimenti finanziari , con una flessibilità ed adattabilità ad-personam , indiscutibilmente più efficace ed efficiente dalla  offerta tot court del Sistema. In un mondo sempre piu “web-robotizzato” un interlocutore diretto, pagato direttamente, può diventare il vero “deus ex-machina” in un mercato, quello dell’offerta finanziaria , fortemente condizionato dallo strapotere  bancario-assicurativo ( seppur all’interno di esso risiedano eccelenze professionali di indiscutibile valore) e spesso , sopratutto negli ultimi anni, ricusato di mancato equilibrio nella ricerca del profitto.

 

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