Dicono di me

“La banca con cui operavo da anni non riusciva a soddisfare le mie esigenze: ero allo sbando!
Grazie a Orazio, non solo ho ottenuto ciò che volevo, ma ho anche incominciato a pensare al mio futuro.”
Teresa

 

“Testardo e ostinato. Ma almeno posso stare tranquillo”
Gino

 

“Avevo un piccolo risparmio messo da parte e un amico mi aveva parlato bene di Orazio. Bè, quel piccolo risparmio è diventato un salvadanaio per le mie due ragazze: vogliono fare l’università!”
Pasquale

 

“Comprare casa sembrava un’utopia, invece ora è realtà.”
Federico

 

“Mi piaceva far da solo i miei investimenti, ma ringrazio davvero chi mi ha portato da Orazio. È bastata una chiacchierata con lui per capire quale errore stavo per commettere. Detesto ammettere quando sbaglio ma aveva ragione!”
Luca

 

“A volte mi ha letteralmente bombardato con l’investimento giusto. Al limite della paranoia, ma, ci ho guadagnato davvero.”
Andrea

 

“ Non credevo che sul mercato finanziario ci fossero così tante soluzioni. Nella mia banca non me ne avevano mai parlato.”
Giuliana

 

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20 Ago

Considerazioni sul “Permanent Portfolio”

Su suggerimento di un amico, Writer e grande giramondo, ho voluto approfondire la mia conoscenza di quel che nel mondo finanziario viene chiamato con il termine: “ Permanent portfolio” Se ne attribuisce la “ paternità” ad Harry Browne (1933 -2006), noto scrittore americano, attivo nella politica nazionale e consulente finanziario oltre che editore di molti best sellers. Browne teorizzò come “stabile e duraturo” (ovvero con crescita costante e senza gravi correzioni negli anni) un portafoglio modello che includesse quattro grandi “forze contrapposte”; le quali “contrapponendosi” nelle dinamiche dei mercati finanziari, fossero così in grado di aumentare intrinsecamente il valore complessivo del portafoglio stesso. Le quattro grandi forze contrapposte rappresentavano i quattro grandi stati dell’economia ovvero: Prosperità / Inflazione / Deflazione / Recessione.  Questi quattro grandi stati dell’economia reale vennero da Browne identificati da quattro grandi asset-class (insieme di strumenti finanziari raggruppati per tipologia) ovvero:

Prosperità = mercati azionari

Inflazione = Oro

Deflazione = obbligazioni a lunga scadenza

Recessione = obbligazioni a breve brevissima scadenza

Browne concettualizzò tale portafoglio, da buon Americano, avendo dalla sua il Mercato azionario più importante al mondo, e la valuta più influente al mondo ovvero il Dollaro Americano.

Egli pertanto suddividendo in quattro parti da 25% cadauno il modello identificò strumenti che potessero al meglio identificarsi in tali asset e quindi

Azionario = indice che raggruppasse le prime 3000 società azionarie americane

Obbligazioni 20y = indice dei titoli di stato americani a lunga scadenza

Cash = indice titoli di stato a breve scadenza (difesa potere di acquisto del denaro)

Oro = strumenti che replicassero l’andamento del prezzo del metallo giallo.

Anno

Total Market (ITOT)

Gold (IAU)

Lungo Tesoro (TLT)

Short Treasury (SHY)

PP con 
ST Tesoro

2017

21.23%

11.56%

8,92%

0,27%

10.36%

2016

12.59%

8.88%

1,36%

0,75%

5,90%

2015

0,96%

-11,71%

-1,65%

0,45%

-2,99%

2014

13.01%

-0.43%

27.35%

0,48%

10.10%

2013

32.67%

-27,94%

-13,91%

0,23%

-2,24%

2012

15.98%

8,37%

3,25%

0,31%

6,98%

2011

1,55%

5,66%

33.60%

1,43%

10.56%

2010

16.15%

27.94%

9,26%

2,22%

13.89%

2009

27.06%

23.46%

-21,53%

0,54%

7,38%

2008

-36,78%

5,45%

33.77%

6,64%

2,27%

2007

5,26%

30,95%

10.14%

7,30%

13.41%

2006

15.13%

22,33%

0,85%

3,84%

10.54%

 

La tabella riporta l’andamento di quattro titoli di una società emittente Etf replicanti gli asset previsti nel modello di Browne.

IL portafoglio ad oggi ha mostrato con semplice evidenza la propria “sostenibilità” nel tempo. Questo può essere un buon motivo per pianificare un piano di accumulo programmato e di lunga durata, finalizzato come lo stesso Browne sosteneva a “tutelare” il proprio tenore di vita quando si entra nell’età più fragile , ovvero l'età in cui non si è più in grado di produrre reddito. La combinazione degli asset così come previsti e la " periodicità di acquisto programmata" come ulteriore elemento di " stabilizzatore di volatilità" , infatti, potrebbero portare quei benefici attesi da molti risparmiatori ovvero serenità e controllo costante della percezione di rischio.

3 Apr

Si affaccia in Italia la Consulenza Finanziaria Autonoma.

Il termine “autonoma” non rende ma è stato un compromesso tra i big del settore e il legislatore,  per identificare chi nell’immediato futuro svolgerà la professione del consulente finanziario indipendente, ovvero pagato direttamente dal cliente a parcella , senza la possibilità di incassare benefici o commissioni dal sistema per i prodotti finanziari che acquista il cliente, differenziandoli da coloro che continueranno a svolgere la consulenza finanziaria su mandato d’agenzia per banche o assicurazioni ( ex-promotori) . A  seguito della pubblicazione del DECRETO LEGISLATIVO 3 agosto 2017, n. 129  in  attuazione della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,  si è dato avvio al percorso che porterà durante quest’anno 2018 ,l’Organismo Nazionale dei Consulenti O.C.F. a predisporre e pubblicare gli iscritti nella sezione dei consulenti finanziari autonomi ( persone fisiche) ed anche la sezione delle società di consulenza finanziaria autonoma (persone giuridiche). Con un ritardo decennale  rispetto al resto d’Europa , sulla riorganizzaizone del settore e l’inclusione di figure professionali ( i financial planner fee only, appunto ) ampiamente presenti in altri stati d’Europa. Ma tant’è ci siamo arrivati anche noi. Con buona pace del sistema bancario- assicurativo che , per dirla tutta , non subirà grandi perdite nel proprio sterminato portafoglio clienti se non in percentuale marginale e con una lenta progressività negli anni a venire. Dato  questo giustificato dal numero di coloro che accederanno a tale nuova “ libera professione “ , pochi ; vuoi per una oggettiva difficoltà gestionale (sempre pù costota) delle nuove e sempre più stringenti normative di compliance nella relazione con i clienti - consumatori , vuoi anche perchè il tema del pagamento diretto a parcella del professionista, in Italia ,trova ancor oggi sacche di renitenza, causa di retaggi culturali del passato, da parte del consumatore finale , che non ha ben chiaro e a fuoco , paradossalmente, il reale impatto dei costi sopportati quando acquista prodotti e strumenti finanziari. Il nuovo Professionista che opererà sul mercato dunque non è fonte di preoccupazione per il Sistema bancario – assicurativo , più forse preoccupato per le novità in tema di pubblicità dei costi e commissioni che la nuova MIFID II ha imposto sulle comunicazioni ai clienti a far data dal  corrente anno, ma certamente  può diventare una opportunità per un vastissima fascia di risparmiatori.  Un professionista non pagato da banche o assicurazioni  per “ proporre” strumenti finanziari, prodotti assicurativi o strutture finanziarie di vario genere, ma bensì,  in grado di poter analizzare l’intera offerta finanziaria e valutare in maniera critica e libera i migliori performer al miglior costo possibile per il proprio cliente ,da cui è pagato direttamente, per orientarne e seguirne gli  investimenti finanziari , con una flessibilità ed adattabilità ad-personam , indiscutibilmente più efficace ed efficiente dalla  offerta tot court del Sistema. In un mondo sempre piu “web-robotizzato” un interlocutore diretto, pagato direttamente, può diventare il vero “deus ex-machina” in un mercato, quello dell’offerta finanziaria , fortemente condizionato dallo strapotere  bancario-assicurativo ( seppur all’interno di esso risiedano eccelenze professionali di indiscutibile valore) e spesso , sopratutto negli ultimi anni, ricusato di mancato equilibrio nella ricerca del profitto.

Intempra

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